juve in difficolta e corsa a tre per lo scudetto parola ai numeri

Inter e Juve volano… e le altre? Il punto dopo la 22/a giornata

di Fulvio Collovati

 

Questa Juve fa paura! Ricordiamoci che i bianconeri su 21 partite giocate non hanno mai pareggiato, hanno perso più del Napoli – 4 sconfitte contro 3 degli uomini di Sarri. Quello che più conta, però, è che la Juve ha vinto più delle dirette concorrenti – 17 successi – e questo con ancora da recuperare il match col Crotone.

Il successo di ieri, pieno e mai in discussione, sul Sassuolo sta lì a testimoniare che i bianconeri sono ancora la squadra da battere, quella più forte senza ombra di dubbio. Il coraggio premia Allegri, che, sulla scia del Mourinho del Triplete, rompe gli indugi e, pensando forse più alla Champions che al campionato, decide che la miglior difesa è l’attacco.

Il 4-2-3-1 esalta le qualità degli interpreti a disposizione del tecnico livornese, da Pjanic a Dybala, da Cuadrado a Higuain. La manovra offensiva acquista imprevedibilità e brillantezza, ma, nonostante la contemporanea presenza in campo di tre attaccanti di ruolo e due trequartisti, la fase difensiva non ne risente, grazie al sacrificio di tutti e di Mario Mandzukic in particolare. Anche a Reggio Emilia, il gigante croato si è messo a disposizione dell’allenatore e della squadra, interpretando senza risparmiarsi il ruolo di esterno di corsa e fatica, ma alla quantità l’ex Bayern abbina un’invidiabile qualità, come testimonia il colpo di tacco che libera al cross Alex Sandro in occasione del vantaggio di Higuain. E che dire del Pipita, al 6° gol consecutivo in campionato, 15° in totale al pari di Icardi e Dzeko, l’argentino non soltanto segna, ma fa anche segnare ed è pronto a rincorrere l’avversario come fosse un mediano! Lo scudetto a questo punto può perderlo soltanto la Juve, le rivali arrancano e già sventolano bandiera bianca.

La Roma cade a Genova in casa della Samp e scivola a -4 dalla Juve, che potrebbe ulteriormente allungare a +7 vincendo il recupero col Crotone. Due volte in vantaggio, i giallorossi si fanno riprendere e infine superare dai blucerchiati, trascinati da un super Muriel. Dopo 4 successi di fila, ecco ancora emergere impietosa l’ormai cronica paura della Roma di diventare grande e spiccare definitivamente il volo. Spalletti ha parlato di mancanza di personalità ed ha ragione, ma il tecnico di Certaldo di sicuro ci ha messo del suo, preferendo il disastroso Vermaelen a Manolas, rimasto inspiegabilmente 90′ in panchina.

Rallenta anche il Napoli, fermato sull’1-1 al San Paolo da un Palermo quasi retrocesso. Gli azzurri vanno sotto e, pur dominando, non riescono proprio a buttarla dentro, riuscendo ad evitare una clamorosa sconfitta grazie solo a una papera dell’estremo difensore rosanero. Alla squadra di Sarri è mancata lucidità e forse anche un pizzico di maturità, indispensabile per poter lottare per il vertice, soprattutto se hai davanti una Juventus lanciatissima e in salute.

Sembra essersi smarrito da qualche parte, chissà dove, il Milan, che cade a Udine e si allontana sempre di più dalla zona Champions. La sconfitta rimediata in Friuli apre ufficialmente la crisi rossonera: 5 punti nelle ultime 6 partite di campionato, con 1 sola vittoria in casa (all’88° col Crotone), 2 pareggi e ben 3 sconfitte. In mezzo l’eliminazione in Coppa Italia. Davvero troppo poco per una squadra che soltanto fino a qualche settimana fa ambiva al terzo posto! L’effetto Montella sembra essersi già esaurito e i giovani talenti milanisti, Donnarumma e Locatelli, adesso arrancano, palesando un deficit di esperienza e personalità. Altro errore del portierone rossonero, il quarto nelle ultime tre partite, imperdonabile leggerezza del centrocampista, che spiana la via del gol a Thereau. E per Montella le cattive notizie non finiscono qui, dal momento che l’Aeroplanino perde non soltanto la partita, ma anche Bonaventura e De Sciglio, entrambi ko.

Vince ancora l’Inter di Pioli, al successo di fila in campionato, e scavalca la Lazio, sconfitta a Verona. Pioli sta raccogliendo i frutti del suo fin qui straordinario lavoro e il terzo posto adesso non è più un miraggio. Certo, il Pescara è poca cosa, ma l’Inter dà la sensazione di essere diventata una squadra: subisce poche reti (23), solo Roma e Juve hanno fatto meglio, e concretizza di più, cosa che non era con De Boer in panchina. Tutti sono più coinvolti nel progetto e per questo maggiormente disposti al sacrificio di quanto non fossero sotto la guida del tecnico olandese. Icardi sempre più leader, se non segna fa segnare, Joao Mario determinante, Brozovic ritrovato, Gagliardini acquisto azzeccato. Dove può arrivare quest’Inter? Molto dipenderà dalla gara che i nerazzurri giocheranno domenica sera allo Juventus Stadium… I bianconeri in casa non hanno mai perso, ma il pallone è rotondo e se l’Inter dovesse vincere…

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