alonso anti ferrarista non ne va bene

Alonso, da anti-ferrarista non te ne va bene una

Sia ringraziato il Cielo che Fernando Alonso non si sia fatto (quasi) niente nel terribile incidente al GP di Australia, prima prova del Mondiale di Formula 1, innescato da un contatto con la Haas di Esteban Gutiérrez. Si deve essere preso un bella strizza mentre la sua McLaren piroettava a mezz’aria, ma è uscito miracolosamente sulle proprie gambe dalla carcassa della sua monoposto.

In sostanza: la vettura ha retto benissimo – ed è rientrata pure la mini-polemica sul sedile incrinato – e i sistemi di sicurezza hanno lavorato come dovuto, salvando la pelle del pilota (fino a qualche anno fa cosa impensabile per un impatto del genere). Eppure uno scotto da pagare l’asturiano ce l’ha eccome.

Dopo essersi sottoposto agli esami clinici di rito, Alonso ha deciso, in accordo con i medici, di non prendere parte al Gran Premio del Bahrain. Un pneumotorace al polmone e una piccola frattura a una costola lo terranno fuori dai giochi sul circuito Sakhir di Manama, lungo 5,412 km. Al suo posto correrà il belga Stoffel Vandoorne.

A ben pensarci però, esito dell’incidente di Melbourne a parte, ad Alonso non ne va bene una. E a pensarci ancora meglio non gliene va bene una da quando è andato via dalla Ferrari battendo i tacchi, al culmine di un quinquennio mai roseo (figuriamoci Rosso).

Quando è andato alla McLaren, nel 2015, ha anzi puntato il dito contro il Cavallino Rampante in un paio di occasioni: “In cinque anni non è cambiato nulla e non volevo ancora un sesto o un settimo posto, per questo me ne sono andato”. E ancora: “Dovevo andarmene prima dalla Ferrari”. Oppure: “Vedremo a novembre se ho fatto bene o no”. Beh, a novembre la classifica finale ha visto Alonso al 17esimo posto, frutto di una stagione disastrosa in cui solamente una volta è entrato in top ten (quando ha chiuso quinto nel GP di Ungheria).

Purtroppo domenica si guarderà le Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen dal divano di casa. Pensando magari a quanto sarebbe fortunato a guidarne una e pensando magari a quanto fu felice all’esordio al volante della Rossa di Maranello, quando trionfò proprio in Bahrain alla prima gara del Mondiale 2010.

Povero Alonso. I casi sono due: o gli ha attraversato davanti un gatto nero e non ce ne siamo accorti, oppure la dea bendata è ferrarista…

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