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Ogni allenatore ha le sue regole: ecco le più stravaganti!

In una recente intervista Samir Nasri ha tirato fuori alcuni particolari sulle regole che Guardiola ha imposto ai giocatori del City. Si sa che lo spagnolo è un perfezionista e come tale non lascia nulla al caso. “Quando è arrivato mi disse che dovevo pesare 76kg – ha raccontato Nasri –. Io non avevo quel peso dai tempi del Marsiglia, lui invece vuole giocatori più magri: io mi presentai con quattro chili in più e per questo lui mi bocciò. Se ne hai 2,5 in più Guardiola non ti fa allenare con il gruppo”.

A fare più notizia è stato però il divieto di fare sesso dopo la mezzanotte, più precisamente prima di andare a dormire. Con Messi ha avuto i suoi frutti tenendolo lontano dagli infortuni, Nasri invece, capendo che tirava una brutta aria, ha deciso di salutare.

Guardiola non è comunque il solo ad avere delle regole un po’ stravaganti. Sull’altra sponda di Manchester, José Mourinho ha vietato ai suoi la caccia ai Pokemon con lo smartphone. Come biasimarlo. Considerato l’umore di Mou in questo periodo della stagione immaginiamo che in pochi abbiano osato disubbidirgli.

Un altro allenatore dei Red Devils, David Moyes, fu intransigente nel proibire le patatine fritte, anche se quelle con meno grassi, alla vigilia delle partite. Rio Ferdinand racconta che la prima cosa che chiesero al nuovo allenatore fu di reintrodurle nel menù.

“Niente funghi il giorno prima della partita”, fu invece il diktat di Giovanni Trapattoni mimando ai giornalisti l’insorgere di dolori intestinali.

Non poteva mancare in questa particolare rassegna Alex Ferguson, che non risparmiò nemmeno i ragazzini delle giovanili. Nel 2010 inviò loro una lettera in cui vietava gli scarpini colorati almeno fino all’ascesa in prima squadra.

Quando sedeva sulla panchina della Francia, Raymond Domenech diede un’ulteriore dimostrazione della sua eccentricità quando si seppe che non erano le stelle sul campo ma quelle nel cielo a fare le sue formazioni: poco propenso a fare gruppo lo Scorpione e non adatto alla fase difensiva il Leone; forse avrebbe dovuto interessarsi di più al suo disegno tattico.

Per finire il nostro Paolo Di Canio, ferreo sul campo come nella vita. Le restrizioni che inflisse da tecnico del Sunderland sono passate alla storia: no all’uso quotidiano di ketchup, maionese, caffè (prima dell’allenamento) e bevande gassate. No ai telefonini negli spogliatoi, niente scherzi, chiacchiere di gossip e canzoni da canticchiare il giorno della partita. Secondo voi i suoi giocatori si allenavano col pallone?

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