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Bolt… prova a prenderlo!

Tra i tanti significati della parola inglese “Bolt” ci sono sostantivi come “bullone”, “catenaccio”, che c’entrano poco con le prodezze di Usain Bolt, a meno di non considerare il giamaicano come una macchina perfetta o come uno che “chiude la porta in faccia all’avversario”. E poi ci sono alcuni verbi, tra cui uno particolarmente indicato per misurare le sue prodezze, ossia “to bolt”, “scappare, fuggire, darsi alla fuga”, da cui i significati aggiuntivi di “freccia” e “scatto”, termini ineccepibili per raccontare la saga del nostro eroe.

Basta del resto aggiornare il suo medagliere dopo la recente kermesse mondiale di Pechino per capire di quale portento stiamo parlando: 6 ori olimpici, 11 ori mondiali, spalmati tra 100 e 200 metri piani, di cui è anche primatista mondiale, tra gare singole e staffette. Insomma uno che quando “scappa”, “fugge” necessariamente verso la vittoria.

Eppure a Pechino qualcuno ha tentato di frenare la sua corsa. Prima un ispiratissimo Justin Gatlin che è arrivato dietro al giamaicano di un solo centesimo nella finale dei 100. E poi un improvvido cameramen cinese che ha perso il controllo del suo segway e ha travolto il povero Usain ancora intento a festeggiare la vittoria nei 200.

Insomma che fatica essere l’uomo più veloce del mondo… tuttavia, se non lo avete capito, ci vuole ben altro per frenare “Lightning Bolt”!

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