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Le 5 migliori sceneggiate di Fabio Fognini

In finale ad Amburgo Fabio Fognini perde il titolo e la brocca contro Nadal. “Hai rotto le p****e”, la delicatissima critica mossa dal verace ligure al campione maiorchino, reo di aver uno zio (il famigerato Uncle Tony) un po’ troppo chiassoso. Un exploit verbale non nuovo a Fognini, non a caso detto Fogna… come quella che sembra la sua bocca quando gli si chiude la vena. Ecco i suoi better moments:

“No no no non è vero” – Wimbledon, 2013
L’arbitro di sedia Pascal gli chiama fuori una volée contro Melzer: il nostro eroe si tuffa platealmente a terra incredulo, al grido di “No no no non è vero”. Segue un arringa in inglese spiccio e italiano da osteria fra le risate del pubblico e di un divertito Pascal. Che ovviamente non cambia decisione.

“Metticela la faccia” – Montecarlo, 2014
In vantaggio su Tsonga, il nostro eroe va in tilt dopo aver subito la rimonta e il sorpasso del francese (anche a causa di un problema fisico) e sbrocca contro il proprio angolo (ce l’ha con il padre? con l’allenatore?). Insulti sboccati di vario tipo e un insistito quanto misterioso “metticela la faccia”. Tsonga segue la scena allibito, il pubblico fischia.

“Quella spalla ti si smontasse” – Pechino, 2014
Nella sfida fra talenti matti con Gulbis, si lascia scappare uno sportivissimo augurio nei confronti dell’avversario che lamentava un problema alla spalla: “Quella spalla ti si smontasse”. Il lettone non se l’è presa, ha vinto il match e qualche mese dopo ha dichiarato “Fabio è un pazzo come me. In senso positivo però”.

“Ci vediamo fuori” – Madrid, 2014
Confronto sereno anche col giudice di sedia Lahyani, dopo una chiamata contestata. Segue lunga discussione con minaccia finale: “Credimi, credimi, se perdo questo game avrai dei problemi. Non avere paura, ci vediamo fuori”. Vi rassicuriamo: Fognini ha perso l’incontro, ma Lahyani sta benissimo.

“Se mia mamma mi avesse fatto più alto…” – Wimbledon, 2014
Subita la rimonta del gigante sudafricano Anderson, il nostro eroe smatta dando inizio a uno show verbale. Ce n’è per tutti: per i propri limiti (“Se mia mamma mi avesse fatto dieci centimetri più alto avrei passeggiato sul campo con il sigaro in bocca, invece mi ha dato da mangiare con il cucchiaino. Per non parlare dell’intelligenza…”) e per i giudici (“La palla è quella gialla”).

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